STORIA DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI ASIAGO

 

L’IIS Asiago è la risultante dell’unificazione dei due istituti Superiori del territorio: l’Ipsia  “Cristiano Lobbia” e l’itc-Liceo Scientifico  “Giambattista Pertile” datata 1° settembre 2005.

L’Istituto Superiore di Asiago si disloca su due sedi: la sede di Via Matteotti, 155, con il Liceo Scientifico e l’Istituto Tecnico; la sede di Via Cinque, 2, con l’Istituto Professionale (in Via Bertacchi, presso l’edificio delle scuole elementari di Asiago sono dislocati i laboratori della sezione Alberghiera).

Le segreterie sono ubicate presso la sede dell’Istituto Tecnico in via Matteotti, 155.

 

Storia del Liceo Scientifico

Il Liceo Scientifico di Asiago è sorto nel 1969 come sezione staccata del Liceo “Jacopo Da Ponte” di Bassano del Grappa, diplomando i suoi primi studenti nel 1974. All’inizio degli anni ’80, il Liceo si è trasferito dalla sede della scuola media “Reggenza 7 Comuni” alla ristrutturata Villa Zecchin. Nel settembre 2008 è stata inaugurata la nuova sede adiacente all’istituto tecnico commerciale.

 

Scopo principale dell’istituzione di una scuola superiore di tipo liceale sul nostro Altopiano era quello di consentire ai nostri giovani di conseguire una consolidata preparazione per affrontare qualsiasi indirizzo universitario senza dover scendere in pianura.

Sono molti i giovani altopianesi che dopo aver frequentato il liceo ad Asiago si sono laureati in varie discipline. Alcuni di essi hanno raggiunto posizioni prestigiose in svariati ambiti professionali, dalla docenza universitaria, al giornalismo, alla ricerca in ambito medico.

Ulteriore caratteristica del nostro Liceo è stata ed è la frequenza di alcuni studenti che hanno saputo coniugare lo studio con l’attività sportiva agonistica ad alto livello.

Nel 1991, nell’ambito della riorganizzazione della rete scolastica, il Liceo è stato annesso all’Istituto Tecnico Commerciale “Gianbattista Pertile”, con il quale ha condiviso gran parte delle strutture e delle attrezzature didattiche e parte delle iniziative extracurricolari.

 

Nel corso degli anni ’90, per ampliare l’offerta formativa, il Liceo ha aderito alla sperimentazione del Piano Nazionale di Informatica (PNI), che si proponeva di approfondire maggiormente lo studio delle discipline scientifiche (matematica e fisica), tramite l’utilizzo dei laboratori e delle tecnologie informatiche.

Dall’anno scolastico 2010-2011, con la nuova Riforma della Scuola Secondaria Superiore, l’istruzione liceale offre al nostro territorio i percorsi di “Liceo Scientifico” e “Liceo Scientifico Opzione Scienze Applicate”.

 

Storia dell’Istituto Tecnico Commerciale

L’Istituto Tecnico Commerciale di Asiago è sorto nel 1969 come sezione staccata dell’ITC “Pasini” di Schio diplomando i suoi primi studenti nel 1974. Ubicato nei locali della vecchia “Villa Zecchin”, nell’ottobre 1976 l’Istituto Tecnico trovava la sua sistemazione definitiva nella nuova imponente struttura che bene si inseriva nell’ottica paesaggistica delle montagne dell’Altopiano.

Nello stesso anno veniva inaugurata la Biblioteca dell’Istituto e la scuola si gemellava con il Gymnasium di Vilsbiburg (Baviera).

Già dalla sua fondazione l’I.T.C. “G. Pertile” era radicato nella realtà socio-economica del territorio che richiedeva ragionieri con specifiche e solide competenze professionali e linguistico-culturali spendibili in ambito lavorativo e per affrontare gli studi universitari.

Appare evidente che la presenza sul territorio dell’Istituto Tecnico Commerciale sia elemento fondamentale per lo sviluppo, in termini quantitativi e qualitativi,  di quell’insieme composito di servizi espletati in comparti specifici del nostro territorio quali il commercio, la Pubblica Amministrazione, le banche, le assicurazioni, gli studi professionali, la sanità, il sociale, il turismo, il tempo libero e il terziario in genere.

Dal 1989 l’Istituto Tecnico ha aderito al Piano Nazionale di Informatica rinnovando e riorganizzando le modalità didattiche, adeguando costantemente programmi e metodologie alle nuove tecnologie e alla flessibilità richieste in ambito lavorativo.

Dalla necessità di rispondere alle nuove esigenze formative richieste alle figure del ragioniere e del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica locale, italiana ed europea, dal 1996 l’Istituto Tecnico Commerciale ha adottato il progetto IGEA (Indirizzo Giuridico Economico e Aziendale) con pratiche di tirocinio-stage e attività di simulimpresa.

Dall’anno scolastico 2010-2011, con la nuova Riforma della Scuola Secondaria Superiore, l’istruzione tecnica economica offre al nostro territorio i percorsi di “Amministrazione, Finanza e Marketing” e “Turismo”.

 

 

Storia dell’Istituto Professionale

L’Istituto Professionale attuale è l’ultimo anello di una lunga catena di iniziative culturali, comunali e statali che vede la sua origine nel lontano 1885.

Già allora gli asiaghesi sentirono la necessità di far impartire ai propri figli, destinati in gran parte all’emigrazione, una preparazione che consentisse loro un avvenire decoroso, anche se in terre lontane.

La prima delibera  della Giunta Comunale risale al 20 novembre 1885 e con essa veniva istituita una scuola serale popolare di disegno, diretta dal prof. Cristiano Rodeghiero di Asiago. L’iniziativa ebbe breve durata, ma già dal 1907 fu deliberata l’apertura della Scuola diurna di Arti e Mestieri diretta dal sig. Nicola Sartori di Asiago, fornita di due laboratori per le esercitazioni pratiche di falegnameria-ebanisteria e lavorazione della pietra.

L’Istituzione, finanziata dal Comune di Asiago, ebbe sussidi dal Ministero per l’Industria e il Commercio, dalla Camera di Commercio di Vicenza e da qualche Comune limitrofo.

La prima guerra mondiale, con la distruzione della città, pose fine anche all’iniziativa scolastica.

La Scuola di Arti e Mestieri fu riaperta dall’Amministrazione Comunale nel 1922 e fu chiamato a dirigerla il prof. Abele Della Colletta, il quale si dedicò con tenacia al ripristino e alla riorganizzazione dell’Istituzione.

Il 19 novembre 1925, con Regio Decreto, la Scuola fu riordinata e trasformata in Regio Laboratorio Scuola,  organizzato in un corso preparatorio biennale e in un Laboratorio Scuola, anch’esso biennale, con quattro indirizzi diversi, per l’apprendimento della lavorazione del legno, della pietra, del ferro, per pittura e decorazione.

Con la legge del 7 gennaio 1929, il corso biennale preparatorio del Regio Laboratorio Scuola  venne trasformato in Regia Scuola Secondaria di Avviamento professionale  industriale per falegnami, ebanisti, meccanici e, per la prima volta, con una sezione femminile industriale.

Nel 1933 anche il Regio Laboratorio Scuola fu trasformato in Regia Scuola Tecnica Industriale con specializzazioni per falegnami, ebanisti e meccanici.

Il 30 settembre 1961 la Scuola Tecnica Industriale venne soppressa e fu istituito, con Decreto del Presidente della Repubblica, un Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato  con le qualifiche di Congegnatore Meccanico e Disegnatore Meccanico Particolarista.

La nuova Istituzione ebbe notevole successo in un periodo in cui la richiesta di manodopera specializzata era notevole, essendo giunti, dopo la ricostruzione, all’inizio del “boom economico”.

La storia più recente vede l’annessione all’IPSIA di Asiago della locale Sezione staccata dell’Istituto Professionale per il Commercio, dipendente dall’inizio dall’”Almerigo da Schio” di Vicenza e, per un anno, dal “Remondini” di Bassano del Grappa.

Successivamente, dall’anno scolastico 1984-85, anche il corso di formazione professionale per camerieri e cuochi, approvato e finanziato dalla Regione Veneto e gestito dalla Comunità Montana dell’Altopiano dei Sette Comuni, è stato aggregato all’IPSIA e trasformato in Sezione dell’Istituto.

 

Con il “Progetto ’92”, negli anni ’90, l’Istituto rafforza la sua presenza sul territorio con l’istituzione del biennio post-qualifica e il diploma del quinto anno anche per il settore Aziendale e il settore Alberghiero. Nel 2001/2002 viene attivato il biennio post-qualifica del settore turistico.

 

L’impegno organizzativo, culturale, professionale e formativo è crescente per far fronte alle richieste dell’utenza nella diversificazione degli indirizzi di studio, per favorire studenti  della zona pedemontana  a specializzarsi nel settore alberghiero (nel 1995 è stata istituito un servizio di trasporto sulla linea Thiene - Asiago e nel  2003 è stato attivato il servizio sulla linea Bassano – Asiago) e per istituire un indirizzo di specializzazione nel campo ricettivo-turistico rispondendo alle particolari esigenze di questo territorio altopianese.

Dall’anno scolastico 2010-2011, con la nuova Riforma della Scuola Secondaria Superiore, l’istruzione professionale offre al nostro territorio i percorsi quinquennali di “Manutenzione e Assistenza Tecnica” e “Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera”.

A partire dall’anno scolastico 2011-2012 saranno attivati anche i percorsi di formazione professionale con qualifica regionale triennale di “operatore elettronico”, “operatore meccanico”, “operatore della ristorazione: indirizzo preparazione pasti” e “operatore della ristorazione: indirizzo servizi di sala e bar”

 

Breve storia dell’edificio di via Cinque, sede dell’istituto professionale

curata dallo scrittore asiaghese Mario Rigoni Stern.

 

Sorse al tempo dell’Amministrazione Colpi, eletta nelle Elezioni Generali Amministrative dell’anno 1908.

Nell’anno 1910, dall’Ing. G. Martini di Padova, venne progettato come Ospedale Civile di Asiago. Prevedeva una Sezione Medica e una Sezione Chirurgica per complessivi 36 letti.

A fortemente sostenerlo fu l’avv. Giulio Cesare Vescovi, deputato provinciale e Presidente del Pio Istituto Elemosiniere. Fino a non molti anni fa (1960?) nell’atrio, a destra, una grande lapide marmorea ricordava questo illustre cittadino.

Non venne mai usato come Ospedale Civile perché, appena portato a termine, venne requisito dall’Amministrazione Militare, diventando Ospedale Militare ad uso delle truppe schierate sull’Altipiano. Sul tetto vennero dipinte due grandi croci rosse. Nel maggio 1916, con l’abbandono di Asiago, venne occupato dagli Austriaci. Nel luglio dello stesso anno venne rioccupato dagli Italiani e sempre usato come ospedale militare.

Nel novembre del 1917 lo ripresero gli Austriaci e nelle loro mani rimase fino al 28 ottobre 1918.

Quando nel 1919 incominciarono a ritornare i primi profughi, l’Ospedale era tra i fabbricati meno distrutti. Riparato alla meglio, nel 1920 trovarono sede i primi Uffici Comunali; successivamente anche l’Ufficio postale trovò lì sistemazione. Fu nel febbraio del 1922 che si riattarono alcuni locali ad uso della Scuola d’Arti e Mestieri diretta dal prof. Dalla Colletta.

Negli anni Trenta diventò Scuola Secondaria di Avviamento al Lavoro con aggiunte due classi maschili di “Scuole tecniche”.

Il resto è noto.

 

Negli anni 2002, 2003 e 2004 sono stati realizzati interventi per la messa a norma dell’impianto elettrico, dell’impianto di riscaldamento e  per la sicurezza degli ambienti scolastici.

 

 

Bibliografia delle due personalità altopianesi a cui erano intitolati i due istituti superiori prima dell’unificazione:

 

ISTITUTO PROFESSIONALE “CRISTIANO LOBBIA” DI ASIAGO.

 

Generale Garibaldino Cristiano Lobbia (Asiago, 1826Venezia, 1878) è stato un ingegnere, politico e patriota.

Dotato di spiccata intelligenza, venne avviato agli studi di matematica e nel 1846 si iscrisse all’Università degli Studi di Padova, ma due anni dopo abbandonò gli studi per unirsi ai moti insurrezionali del 1848 contro la tirannia austro-ungarica che in quel tempo governava diverse città del Veneto, costituendo e comandando un corpo di 800 volontari da lui chiamato “Legione Cimbrica”, detta anche "dei Crociati" per via della divisa che indossavano, composta da una camicia azzurra con una grande croce rossa sul petto.

La Legione Cimbrica si distinse per valore nel contenere l'avanzata delle truppe austriache, assai superiori di numero e meglio armate ed addestrate e parecchi dei volontari superstiti presero successivamente parte alla seconda guerra di indipendenza e alla Spedizione dei Mille.

Ripresi gli studi e conseguita la laurea in ingegneria, gli venne affidata la direzione dei lavori della nuova strada denominata Costo di Asiago, che portò a termine superando con il suo ingegno le difficoltà tecniche emerse nel corso dei lavori.

Ma nel petto dello stimato professionista batte un cuore di patriota, e quando alcuni anni dopo inizia la seconda guerra di indipendenza, Cristiano Lobbia non ha esitazioni a mettersi in contatto con Garibaldi, a cui era già noto il valore del comandante legionario, che gli conferì il grado di colonnello ed il comando di un battaglione dei Cacciatori delle Alpi, alla guida del quale si distinse nuovamente per il suo valore impegnando con successo gli austriaci nel 1859 in quelle valli che, a ricordo della vittoria, portano tuttora il nome di "Lobbia alta" e "Lobbia bassa".

L'anno seguente Lobbia parteciperà all'impresa dei Mille, anche qui distinguendosi per le sue qualità, in particolare durante la cattura della piazzaforte borbonica di Messina.

Nel 1867 Cristiano Lobbia, una volta conclusa la sua carriera militare come vice comandante del corpo dei Bersaglieri, viene eletto deputato al Parlamento del Regno d'Italia nel collegio di Thiene-Asiago tra i rappresentanti di sinistra del partito liberale. Egli si fece notare e stimare quasi immediatamente per la sua statura morale e per lo spirito battagliero che lo animava.

La sua battaglia parlamentare più famosa è quella relativa allo "scandalo del Monopolio dei Tabacchi", che scaturì dai fondati sospetti che l'approvazione parlamentare della concessione da parte del Regno ad un gruppo di imprese private del monopolio della coltivazione del tabacco e della manifattura dei prodotti da fumo fosse stata "pilotata" per mezzo di finanziamenti illeciti da parte di noti banchieri interessati nell'affare ad un nutrito numero di deputati (si parla di circa 60). Ciò diede origine nel maggio del 1869 ad una virulenta campagna di stampa, che spinse il Parlamento di Firenze, allora capitale del Regno, a nominare una apposita commissione di inchiesta. Nel corso del dibattito parlamentare, quando sembrava ormai che la proposta di nominare la commissione stesse per essere respinta, Lobbia dichiarò in aula di essere in possesso di prove e testimonianze decisive riguardanti le tangenti pagate al deputato Giuseppe Civinini, anche lui ex garibaldino, il cui voto era stato tra quelli determinanti per l'approvazione del monopolio, mostrando agli esterrefatti deputati una busta il cui contenuto - egli disse - avrebbe provato senza ombra di dubbio le responsabilità di corrotti e corruttori.

A seguito di questo clamoroso episodio la Camera votò l'istituzione della Commissione di inchiesta, alla cui presidenza venne nominato l'On. Giuseppe Pisanelli.

La commissione si insediò il 1º giugno del 1869, e convocò come primi testimoni Francesco Crispi e lo stesso Lobbia per il successivo 16 giugno, ma la notte precedente, mentre si recava a casa del deputato Antonio Martinati, Lobbia rimase vittima di un'aggressione da parte di uno sconosciuto, che dapprima gli sferrò un colpo di bastone in testa e poi lo ferì con tre coltellate al petto.

Grande fu l'indignazione che questo attentato suscitò nell'opinione pubblica, che vedeva nel Lobbia un paladino in lotta contro il malaffare e la corruzione dilagante. la stampa indipendente criticò l'accaduto e vi furono manifestazioni e tumulti in diverse città italiane, ed in modo particolare a Milano dove si contarono diversi feriti negli scontri con le forze dell'ordine, che operarono sequestri di giornali, scioglimenti di riunioni e numerosi arresti. Garibaldi stesso espresse la sua solidarietà a Lobbia con una sua lettera, in cui definiva "tempi borgiani" l'atmosfera in cui era maturato il delitto.

Ancor più sorprendente dell'attentato a Lobbia fu il fatto che il 17 giugno il Governo, tramite un Regio Decreto, dichiarava chiusa d'autorità la sessione parlamentare, impedendo di fatto la continuazione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta e la testimonianza di Lobbia.

La stampa di sinistra criticò aspramente il Governo, accusandolo di voler sfuggire alle sue responsabilità, ma la stampa di parte governativa cominciò ad insinuare che l'agguato a Lobbia fosse stato simulato dallo stesso deputato per nascondere l'assoluta mancanza di prove a carico di Civinini e degli altri personaggi da lui accusati, sfruttando la circostanza che a soccorrerlo fosse stato il suo alleato Martinati, e che non vi fossero altri testimoni del fatto, dal momento che un altro uomo che aveva assistito all'episodio era morto durante l'estate in circostanze misteriose, ed il cadavere di un'altra persona, che alcuni indizi indicavano come il sospetto aggressore, venne ripescato nell'Arno.

La vicenda ebbe un ovvio strascico giudiziario, ed il procedimento penale dapprima iniziato contro ignoti per l'aggressione al Lobbia, si trasformò ben presto in una trappola per il deputato veneto, grazie soprattutto all'azione del Regio Procuratore di Firenze che, per compiacenza verso il governo, accusò il Lobbia di aver messo in scena l'attentato, ottenendo il 17 novembre la condanna dello stesso e del Martinati per "simulazione di reato".

La sentenza provocò nuovo scalpore nell'opinione pubblica, ed il Lobbia, presentatosi in Parlamento indossando provocatoriamente la stessa bombetta che portava la sera in cui fu aggredito, e che presentava un incavo nel mezzo dovuto al colpo di bastone ricevuto, vide accrescersi ulteriormente la sua popolarità al punto che un intraprendente cappellaio fiorentino si mise a fabbricare e a vendere cappelli "alla Lobbia" dando così origine al famoso copricapo.

Lobbia e Martinati fecero ricorso in appello, ma la condanna venne confermata. Nel frattempo era scoppiata la guerra franco-prussiana e Lobbia, avendo saputo che Garibaldi stava raccogliendo volontari per combattere i Prussiani a fianco della III Repubblica Francese, non esitò a rinunciare al mandato parlamentare per tornare nuovamente a combattere con l'Armata dei Vosgi, stavolta con il grado di generale, e partecipare valorosamente alla battaglia di Digione.

Terminata la campagna bellica, Cristiano Lobbia tornò alla sua attività di ingegnere civile e nel 1874 ottenne finalmente soddisfazione dalla Suprema Corte di Cassazione, che annullò la precedente sentenza di condanna e decise un nuovo processo d'appello, celebrato presso la Corte di Appello di Lucca che si concluse nel 1878 con una sentenza di assoluzione per insufficienza di prove. Fu questa una ben magra consolazione per Lobbia il quale, provato dalle traversie e dalle amarezze subite, si spense a Venezia pochi mesi dopo all'età di 52 anni.

Nella città lagunare gli vennero tributati solenni funerali, con larga partecipazione di autorità a di pubblico come riconoscimento per i suoi sacrifici e la sua dirittura morale.

A Cristiano Lobbia era intitolato l'Istituto Professionale di Stato di Asiago.

 

 

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE - LICEO SCIENTIFICO “GIAMBATTISTA PERTILE” DI ASIAGO.

 

Giambattista Pertile (Asiago, 1º gennaio 18111884)

 

Nacque ad Asiago nel 1811. Dopo la scuola elementare ad Asiago, fece gli studi classici e teologici in seminario a Padova, dove divenne sacerdote nel 1833. Si laureò in teologia e dopo aver insegnato per alcuni anni a Padova, fu mandato a Vienna a perfezionare gli studi teologici, particolarmente sul problema dei rapporti tra Stato e Chiesa. Nella capitale dell’impero egli insegnò italiano e storia nell’accademia militare.
Nel 1842 vinse la cattedra di Diritto Canonico all’Università di Pavia, dove i suoi corsi furono seguiti con grande interesse da numerosi studenti.

Nel 1858 passò all’Università di Padova dove fondò la cattedra di diritto internazionale e dove nel 1866 divenne Rettore Magnifico. A Padova nel 1866 tenne il discorso di saluto a Vittorio Emanuele II dopo l’annessione del Veneto all’Italia.

Morì il 18 marzo. Fu uomo di grande intelligenza, prete di profonda spiritualità, insegnante di vasta cultura. Fu autore di numerose e qualificate opere di diritto civile-ecclesiastico, di diritto civile ed ecclesiastico. È ritenuto dagli storici come “il miglior cervello tra gli abati universitari” del 1800. Egli sostenne la libertà della Chiesa nella libertà dello Stato, al fine del bene comune definito “la maggior possibile felicità dell’umano consorzio”. Sostenne la libertà di coscienza e il dovere di tolleranza, puntualizzando il principio di “tolleranza caritatevole” e facendo sentire l’esigenza di amicizia anche con gli avversari. Ad Asiago il Pertile tornava ogni volta che ne aveva la possibilità e nel suo testamento chiedeva di venire sepolto nel cimitero di Asiago e di donare al Comune di Asiago la sua ricca biblioteca.

Tra le qualità straordinarie del Pertile, la principale fu “l’arte di insegnare” secondo il riconoscimento di studenti, colleghi e autorità. Ebbe molte onorificenze, fra cui quella di Commendatore della Corona d’Italia.

Ad Asiago è a lui dedicata Piazza Pertile con la sua lapide. È tuttora sepolto ad Asiago nella tomba dei più illustri asiaghesi.

A Giambattista Pertile era intitolato l’Istituto Tecnico Commerciale – Liceo Scientifico di Asiago.

 

 

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